Intro

Questo è il mio diario ed è scritto sulla strada. Parla del tentativo di realizzare un sogno: fare il giro del mondo via terra, senza prendere aerei. Mollo tutto e parto, in solitaria. A contatto con la Natura, senza bucarla dall'alto. Pulito, lento e circolare. Un'avventura d'altri tempi per sentire la terra cambiare sotto i piedi giorno dopo giorno, per attraversare gli oceani a bordo di cargo mercantili, come fantasticavo da piccolo, con acqua e solo acqua ovunque intorno. Uscire, chiudere la porta ed unire il vialetto di casa mia con la via della seta, Karakorum e Himalaya, India, Cina, le risaie del Mekong, i templi buddhisti con le rovine Maya, Macchu Picchu e la Tierra del Fuego, la Panamericana...
Perchè si parte ? Forse per riempire una mappa vuota, o per perdersi o forse solo per giocare in un prato più grande. Non lo so. So solo che questa volta non mi voglio dare nessun limite.
Che bello dirlo, questa volta il limite è il mondo
Almeno ci provo


lunedì 1 agosto 2011

Mondoviaterra su Linea Notte di Rai 3

A chi interessa, mercoledi 3 agosto saro' in diretta dalle 23,15 su Linea Notte, trasmissione di Rai3 dopo il Tg3 della notte.

giovedì 7 luglio 2011

Mondoviaterra su Repubblica !!!!

Con immagini, storia del viaggio e libro. Articolo di Lara Gusatto.
http://viaggi.repubblica.it/articolo/il-mondo-giratelo-ma-con-calma/224144

mercoledì 6 luglio 2011

Recensione del libro sul Corriere della Sera !

Ecco il link
http://viaggi.corriere.it/viaggi/attualita/2011/libro-eddy-cattaneo/libro-cattaneo.shtml

venerdì 1 aprile 2011

Mondoviaterra: il libro.

Uscito dall'eremitaggio, finalmente dopo un anno ho terminato di scrivere il libro. Da mercoledi 6 aprile Mondoviaterra sarà in tutte le migliori e peggiori librerie d'Italia, edito da Feltrinelli. Felice e liberato.

giovedì 11 marzo 2010

Mondoviaterra alla tele, il video

A chi interessa, ecco il video del mondoviaterra alle falde del kilimangiaro

http://www.youtube.com/watch?v=I1DUrNTlap8

martedì 12 gennaio 2010

La chiusura di un cerchio (...)

Chissa' come saro' quando tornero'.
Se tornero'.
Chiudo la porta, tolgo la targhetta col mio nome, giro la chiave nella serratura due volte sotto e quattro sopra e tutta una parte della mia vita rimane sigillata dentro al buio.
Una parte felice che ha visto tanto sole, che guardava i limoni crescere sul terrazzo e che fino alla fine ancora non si era assuefatta ad avere il mare a cinque minuti.
La lascio qui, da sola, voglio viaggiare leggero, senza malinconie in tasca.
Cosa ne sara' di me proprio non lo so.
Il futuro completamente aperto e sconosciuto.
Sedici mesi fa.
Sedici mesi fa avevo la febbre, partire, non riuscivo a pensare ad altro, solo liberare questa onda dell'andare ormai tesa allo spasimo, come fosse la molla liquida di un flipper l'attimo prima di lanciare la pallina d'acciaio verso lucine, campanelli e tasselli da abbattere.
L'attimo prima di diventare un uomo di ruggine, corroso per non aver provato a realizzare sogni.
Che invece ora sono diventati realta', testimoni da polso il rosario buddista ed i braccialetti touareg.
Soddisfazione, ma tanta, assaporo sotto la lingua e lenta giu' per la gola la sensazione dell'aver portato a termine qualcosa che mi sembrava difficile, che volevo, che dovevo assolutamente fare per non sentirmi strozzare l'anima, qualunque cosa sia l'anima.
Me la godo a riccio.
Ancora non mi sembra vero.
Infatti continuo a girare a trottola.
L'inerzia e' una bestia difficile da domare e fermare la mia massa a questa velocita' non e' banale.

....continua

giovedì 24 dicembre 2009

La Casa del mulino (...)

Le insegne dei negozi.
Mi sveglio e tutte le insegne dei negozi hanno qualcosa di strano, disorientante.
Sono in italiano.
Tutte.
Bar degli Amici.
Carmelo Parrucchiere delle Stelle.
Cioccolateria Peyrano.
Il cielo fa davvero schifo, uno strato di grigio pantegana coprente che avvolge in un abbraccio di pulviscolo oleoso tutte le ossa dal cranio fino all'alluce rendendole fredde, di quel gelo interno che vorresti strappare via ma rimane attaccato e piu' ti scuoti e piu' lui penetra e i colori si arrendono, il bambu' non organizza seminari in citta' cosi' loro non si piegano ma si spezzano frantumandosi, nebulizzandosi in sfumature cromatiche metallizzate razionali e tristi come le mamme automobili che hanno partorito lo strato grigio pantegana coprente.
Torino.
Bentornato.
Che io capisco le nuvole nere, la drammaticita' del nubifragio prossimo venturo, l'orizzonte cupo e la pioggia di giorni e giorni ma non questa perenne cataratta atmosferica che occlude la vista e la voglia di respirare.
Sono entrato in Val Padana, nella bottiglia d'orzata.
Le mie origini.
Quasi quasi torno indietro e mi reincarno noce di cocco a Salvador do Bahia.

...continua